Alexandra David-Néel

Non è un caso che si chiamasse Alexandra. Nel nome c’è già un destino. Il verbo greco Aléxein – che significa proteggere, difendere – e il sostantivo Andròs – uomo -, rendono chi porta questo nome difensore dei propri uomini. Alexandra, la principessa guerriera. È stata tutto ciò che in una vita si può essere, e be’, certo, ha vissuto centouno anni, il tempo lo ha avuto, direte voi. Ma non è il tempo che ci rende migliori. È il coraggio.

Nasce a  Saint-Mandé, il 24 ottobre 1868. Nasce ribelle, libera, senza padroni. Non le stanno bene i vincoli familiari, abbandona la casa dei genitori a diciotto anni e parte per la Spagna (da Bruxelles!) in bicicletta. Vive in Francia, in Tunisia, in India, in Inghilterra, ovunque. Scrive saggi sul buddismo, studia lingue orientali, canta, si sposa, diventa eremita in una caverna, si traveste da tibetana per attraversare la Cina a piedi in piena guerra civile. Chiamarla femminista sarebbe riduttivo, chiamarla esploratrice forse sarebbe più consono alla sua persona. Del resto non le è mai piaciuto essere incasellata. E allora lasciamo perdere le definizioni e leggiamo le sue parole, leggiamo in lei il vero senso del viaggio, della scoperta.

«Quel mattino un sole radioso illuminava il cielo azzurro facendo rifulgere la terra gialla, seccata dal gelo invernale. Era il principio di febbraio, la neve era ancora accatastata nei viottoli del grande monastero di Kumbum e imbiancava le cime vicine, ma i sentieri erano cosparsi da un chiarore primaverile. Le strade, con i sassi e i fili d’erba, intonavano allegri canti che invitavano alla partenza. I muli carichi di bagagli, addobbati con ponpon rossi, facevano risuonare con impazienza i campanelli che portavano al collo…Ero in procinto di partire. L’avventura che mi apprestavo a vivere avrebbe superato per difficoltà tutte quelle che l’avevano preceduta e già ne pregustavo l’ebrezza» (Au pays des brigands-gentilshommes, 1933. Edizione italiana: Nel paese dei briganti gentiluomini, traduzione di Guia Boni, Voland, Roma, 2000).

Il vero coccodrillo:

Muore oggi, 08 settembre 1969, nella sua casa in Provenza, all’età di centouno anni, Louise Eugenie Alexandrine Marie David, in arte Alexandra David-Néel, scrittrice, esploratrice, anarchica buddhista, fotografa, antropologa, orientalista. È stata la prima donna occidentale a giungere a Lhasa, in Tibet, nel 1924, a quell’epoca proibita agli stranieri. Ci lascia più di trenta libri di viaggi e testi sul Buddhismo. Ci lascia soprattutto un grande motto di vita: Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta.

Alexandra David-Néel

Il Viaggiatore

Il Viaggiatore

Viene da Kepler 452 e racconta storie di un nostalgico passato. Passionale, scrupoloso, missione: giornalismo. Casa alternativa: Seven Blog.

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