Gli Shakespeare: matrimonio riparatore

La carrozza corre, ho promesso qualcuna delle monete che ho in tasca al cocchiere se arriva in tempo. Lui mi ha guardato soddisfatto, deve essere una cifra molta alta. Certo che… quanto odore si sente qua dentro. Neppure affacciarmi al finestrino mi aiuta, per giunta piove in questo 27 novembre 1582. Sono in ritardo, sono in ritardo, maledetta regola categorica: sono catapultato nel luogo, ma me la devo cavare da solo e si può sbagliare di qualche ora: questa volta mi sarà fatale. Le strade – mi verrebbe voglia di metterci un bel punto interrogativo – sono tutt’altro che agevoli. Quando riuscirò a raggiungere Stratford-upon-Avon?

bardtimes_2192865b telegraph.co.uk anne-hathawayOggi si sposano Anne Hathaway e William Shakespeare. La regola prevede tre letture e tre pubblicazioni successive in altrettante domeniche per far sì che non vi siano contrari al matrimonio. Ma questo è il gran giorno. I testimoni sono Fulk Sandalls e John Richardson, il celebrante è il Vescovo John Whitgift.

 Il registro episcopale recita:

Noverint universi per Praesentes nos Fulconem Sandells de Stratford in Comitatu Warwici agricolam et Johannem Rychardson ibidem agricolam, teneri et Firmiter obligari Ricardo Cosin generoso et Roberto Warmstry notario publico in quadraginta libris bonae et legalis monetae Angliae solvend. eisdem Ricardoet Roberto haered. execut. et assignat. suis ad quam quidem solucionem bene et fideliter faciend. obligamus nos et Utrumque nostrum di per sé pro toto ed in solido. haered. esecutore. et amministratore. nostros Firmiter per Praesentes sigillis nostris Sigillat. Dat. 28 muoiono Novem. Anno regni dominae nostrae Eliz. Dei gratia Angliae Franc. et Hiberniae Reginae Defensor Fidei & c.25.2

La loro unione è chiacchierata ed è pure un matrimonio riparatore: Anne è incinta di Susannah che nascerà solo tra pochi mesi. Questa è un’epoca in cui una donna che aspetta un figlio deve per forza sposarsi. William, si mormora, non avesse solo una storia con lei, ma che il suo cuore fosse diviso con un’altra Anne, ma di cognome Whateley. Gli storici in futuro si arrovelleranno se si trattasse veramente di due donne diverse oppure di un errore di trascrizione. Il dubbio non verrà mai del tutto fugato e il mistero ve lo lascio anche io, non posso cambiare il corso della storia (ma possibile che fossero due Anne e con un cognome simile?). Di certo c’è che le famiglie li hanno costretti. Anzi, William ha avuto bisogno del consenso del padre, perché per sposarsi ci vogliono 21 anni e ne ha solo 18.

La carrozza intanto corre, corre, ma non ce la farò. Tra un sobbalzo e una buca, una pozzanghera e un incitamento del cocchiere, rileggo le carte e annoto che Anne ha già 26 anni. A confortarmi sono i miei vestiti tutto sommato comodi: giacca verde e pantaloni color ocra. Forse oggi non sarebbe un abbinamento apprezzabile, ma il sarto da cui ho acquistato l’abito mi ha detto che è di gran moda. Torniamo agli sposi: lei l’ultima degli otto figli di un proprietario terriero, ricco ma non nobile. Lui è il terzo degli otto che avranno il padre John, conciatore, e la madre Mary Arden, figlia, come la nuora, di un ricco proprietario terriero. Siamo sotto il regno di Elisabetta I, un periodo ancora di passaggio e di assestamento tra anglicani e cattolici, ma soprattutto davvero florido e di grande impulso culturale, dai quali emergerà proprio lui, il drammaturgo e poeta di maggior spicco del mondo anglosassone.
Il matrimonio è anglicano, me lo ha confermato il cocchiere James, che ha pure cercato di capire perché fossi così interessato. Anche lui è di Stratford. Ho inventato di essere un mercante londinese invitato dagli Hathaway: mi ha creduto. Dai documenti successivi ho scoperto che i biografi considereranno questi come gli “anni perduti” del drammaturgo, nei quali non si riscontrano opere. Due però sono le cose certe: la prima è che nel 1585 nasceranno due gemelli: Hamnet, che morirà nella prima adolescenza per peste, e Judith. La seconda è che sembrava non corresse grande simpatia tra i coniugi. Questo potrebbe avvalorare l’eventuale costrizione al matrimonio ripatore, a cui aggiungere un secondo indizio: il trasferimento dopo le nozze di Shakespeare a Londra, per salire sulle tavole del palcoscenico, rincorrendo il sogno del teatro. I maligni mormoreranno invece: per sfuggire all’accusa di caccia di frodo.

Anne, nel frattempo, rimarrà nella casa dei suoceri a Henley Street in quel di Stratford-upon-Avon e si traferirà nei dintorni, a New Place, solo nel 1597, quando il marito acquisterà una casa. 800px-Shakespeare_grave_-Stratford-upon-Avon_-3June2007 wikipediaSe William morirà nel 1616, Anne lo farà sette anni più tardi. Verrano seppelliti vicini uno all’altro nella chiesa della Santissima Trinità di Stratford.

Intanto però, il mio cocchiere in parte ce l’ha fatta, Anne e William stanno uscendo dopo la cerimonia: non nascondo la mia emozione davanti al grande Bardo, così giovane e che lascerà opere memorabili che non mancherò di portarmi nel mio lungo viaggio di ritorno. Per ora viva gli sposi.

Alla prossima!

 

A noi di Seven i matrimoni non sfuggono: ci siamo commossi con Sammy Davis Jr, abbiamo scoperto la vera storia della regina Giovanna di Castiglia e di Filippo d’Aragonae quell’amore platonico di tempi moderni eppure sospesi della Ragazza Ics e del Dottor Zeta; ci siamo fatti trascinare dal ciclone amoroso di Tancredi e Angelica, abbiamo scherzato sulle arti del divin amore alla corte di Enrico VIII, per poi tornare seri con il Colonnello Cantwell e la sua Renata

 

 

Il Viaggiatore

Il Viaggiatore

Viene da Kepler 452 e racconta storie di un nostalgico passato. Passionale, scrupoloso, missione: giornalismo. Casa alternativa: Seven Blog.

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