Decadenza luciferiana ne’ La grande bellezza

Toni Servillo – Foto di © Gianni Fiorito

L’abbiamo messo nel titolo, Lucifero, e non è cosa ovvia per noi di Seven, seppure parliamo di peccati capitali. Oltretutto con questo film potrebbe accadere che lui, l’angelo della luce, storcerebbe il nasino. Potrebbe iniziare col dire: Il titolo non si addice, Qui ci vogliono cose più ciniche, State diventando mielosi, bla bla bla. Chi sostiene questo, non l’ha nemmeno guardato, il film, così ci ritroviamo a convincere i più cinici che La grande bellezza di Paolo Sorrentino viaggia su una base di pessimismo cosmico trasformato in ritornelli allegri (ironici o sarcastici?) abbagliato da colori scintillanti come solo una civiltà durante il suo declino può inscenare. Del resto il tramonto è un grande spettacolo.

Ma basta commentare. Convinciamo Lucifero a suon di battute. Ed ecco le 10 più cattive, (o meglio decadenti, perché il termine cattivo è terribilmente inflazionato) e, ahinoi!, di una ruvidità così reale da sentirla anche dopo un po’.

  1. «Su “donna colle palle” crollerebbe qualsiasi gentiluomo…»
  2. «Io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire»
  3. «A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: ‘a fessa. Io invece rispondevo: l’odore delle case dei vecchi. La domanda era: che cosa ti piace di più veramente nella vita?»
  4. «La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare»
  5. «È così triste essere bravi: si rischia di diventare abili»
  6. «Sono belli i trenini che facciamo alle feste, vero? Sono i più belli del mondo perché non vanno da nessuna parte»
  7. «Dunque è regola fondamentale: a un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito. Perché immorale»
  8. «Ma cosa avete contro la nostalgia? È l’unico svago che resta a chi è diffidente verso il futuro» (vedi  anche: rubrica Monológos)
  9. «Bla bla bla bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove»
  10. «Me ne farò una ragione…»

 

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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