1+1 – La cameriera di Sherlock

Non esiste nel libro una cameriera di Sherlock Holmes, ma ne avrà ben avuta una! Chiara Menardo interpreta il DiarioXY di chi lo ama segretamente, di chi lo osserva di nascosto, mettendo inconsciamente in luce la vita e le caratteristiche, i difetti e le noncuranze di questo personaggio ormai entrato nel linguaggio metonimico degli investigatori. Continua

Chiamami fungo

«Quell’attimo in cui tutto si ferma e tutto comincia. Che cosa ho provato? Niente di niente». Ce lo saremo chiesti miliardi di volte: cosa c’è dopo? Dopo “quel dopo”, intendo, in quel limbo che non sappiamo se sarà buio o assolato, se sarà freddo o bruciante. Il protagonista è lì, un personaggio di Kathy Reichs, con le sue ossa e poco più. Ma solo Chiara Menardo ne ha riportato un DiarioXY e ci domanda se la Verità vale un cadavere abusato, o se è tutta una scusa per la umana sete di voyeurismo. Continua

Aspettatemi, arrivo

Godot si fa aspettare, e non sa nemmeno perché Vladimiro ed Estragone, quei due dai nomi strani, sono là sotto un salice ad attendere. Forse per fargli una domanda, che però Godot non ricorda. Con il DiarioXY di Chiara Menardo entriamo nel linguaggio assurdo di Beckett, e scopriamo le idee di quel dio stanco che vive la contemporaneità fatta di domande già scadute, sogni già aperti, attese già passate. Continua

Deus meus, ex toto corde pænitet me ominium meorum peccatorum

Il DiarioXY ha un non so che di voyeurismo: una suora osserva qualcuno consumare un amplesso proprio sull’altare. Sarà la Monaca di Monza, Suor Gertrude? Quella donna cui è stata negata ogni forma libera di amore, tanto da compromettersi con lo “scellerato”. E sarà lui sull’altare con lei, a scandalizzare tanto gli occhi curiosi che recitano l’Atto di dolore ma non riescono a staccarsi? Come sempre, una situazione che rimanda all’attuale e perenne bigottismo, ma con la grazia della penna di Chiara Menardo. Continua

Caro fratello con la coda

«Il mio umano. Si vede lontano un miglio che pensa di essere così complicato, annodato nella sua evoluzione». L’umanità vista da un cane? Finché siamo ancora bipedi, ci possiamo godere il giudizio. Il DiarioXY di Chiara Menardo ha un non-so-che di teriomorfo. Continua

Lupe dai denti guasti

L’amore ai tempi del colera (eppure potrebbe essere un altro qualsiasi dei romanzi di García Márquez: Memoria delle mie puttane tristi, per esempio) e quello che amore vuol dire. Quello che si dà in briciole, e non è peggiore di pelli da conciare, quello che si insegna senza troppe ritrosie, quello che non risparmia una bambina dai denti già guasti. Quello che cerca Florentino Arriza, perché non può chiedere la perfezione. Il fico maturo. Continua

Ho salvato il mondo

Il DiarioXY di questo personaggio è giocato sul fraintendimento. In un monologo in stile Oscar Wilde – con gli stessi affascinanti e irresistibili puns -, Chiara Menardo dà voce a un’anonima eroina. E così assistiamo al mondo dietro le quinte, in un quotidiano stanco e orgoglioso che ha incredibili storie da raccontare. Continua

Finglas riposa

Chiara Menardo interpreta Tolkien: l’elfo degli Ent, quello che non è nemmeno buono per fare la guerra, si chiama Finglas e scrive il suo DiarioXY. Indolente e intimo, o forse solo rassegnato, ci ricorda un po’ la vita invisibile in questa società del facile oblio, dei mondi sovrapposti, del buio, degli occhi che cercano riposo. Continua

Penelope guarda il mare

«Sei affondato dentro di me come le radici dell’albero antico che hai tagliato e modellato, colpo dopo colpo con l’ascia affilata fino a trasformarlo in un talamo, il nostro». Fragile e forte Penelope, malinconica e sola, innamorata – e si sa che l’amore è un demone che scalpita e fa male senza chiedere perdono. Penelope ci strappa una pagina di DiarioXY, e Chiara Menardo le presta le parole. Continua

La donna che viene e va, parlando di Michelangelo

“Ne sarebbe valsa la pena se una signora, accomodando un cuscino, o togliendosi uno scialle, e volgendosi verso la finestra dicesse: «Non è questo per niente, non è per niente questo quel che volevo»”. Sì, è il componimento di T.S. Eliot, quello che gli ha assicurato il nome di Poeta, quello dedicato all’amico Jean Verdenal, qui chiamato Alfred Prufrock. Ma lei (le lei) chi è? Oggi è Chiara Menardo con i DiariXY. Continua

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