AVARIZIA . IncontriAvari
Stazione e addii
In 17 Agosto 2021 da Debora Borgognoni
Umberto Boccioni, Stati d’animo serie I. Gli addii, 1911, dipinto a olio su tela (70,5 × 96,2 cm), MOMA. New York
Il mio arrivo nella città di N.
È avvenuto puntualmente.Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.Il treno è arrivato sul terzo binario.
È scesa molta gente.L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.La stazione della città di N.
Ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.È avvenuto perfino
l’incontro fissato.Fuori dalla portata
della nostra presenza.Nel paradiso perduto
della probabilità.Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.(Wisława Szymborska, La stazione)
Nota di redazione:
Umberto Boccioni muore il 17 agosto 1916 a Verona (nasce a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882). È stato esponente fondamentale del movimento futurista italiano. Nel dipinto della serie Stati d’animo, attraverso la tecnica stilistica del cubismo, Boccioni rappresenta spazi della città simboli di progressismo, connessi in una sorta di vortice. La stazione, il treno, la fabbrica sono luoghi da rappresentare in arte perché gli spazi vanno colorati, vanno vissuti e l’arte non deve più essere relegata al museo.
Nella poesia La stazione Wisława Szymborska rappresenta quel luogo come un’eterotopia, uno spazio fisico sospeso nella mente e nei ricordi.
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