Ennio Morricone, un ricordo personale

Ennio Morricone alle Nazioni Unite (Fonte Wikipedia)

È morto il Maestro.

Me lo ha comunicato un amico via WhatAapp: non avevo ancora aperto le news dallo smartphone.

Il nostro cammino personale ci permette, il più delle volte persino contro la nostra volontà, più vite, anche professionali. Ho visto le pellicole con le colonne sonore di Morricone fin da bambino: la Trilogia del dollaro è una tappa obbligata. Poi film di denuncia sociale e le musiche che accompagnano il racconto della macchina da presa suggellano l’emozione: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Sacco e Vanzetti. Ma come si fa a ricordarle tutte? Sono andato su I.M.D.B., il database mondiale del cinema, uno strumento per me da anni prezioso e mi ha confermato che quella matita sullo spartito ha firmato qualcosa come 520 progetti divisi tra piccolo o grande schermo. L’ultimo è The Canterville Ghost, un film di animazione, ancora in preproduzione perché anche Hollywood si è fermata per la pandemia.

E come lo racconti un italiano geniale che ha portato la sua creatività nel mondo? Tutti ricordano il sodalizio con Sergio Leone, ma ci sono Pier Paolo Pasolini, Luciano Salce, Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Elio Petri, Bernardo Bertolucci, Liliana Cavani, Lina Wertmuller, Carlo Verdone, Dario Argento, Pasquale Squitieri, Carlo Lizzani… e l’altro grande sodalizio: con Giuseppe Tornatore. Ma ci arrivo.

Tanti premi e una Hollywood troppo avara: un Oscar alla carriera nel 2007 giunto dopo cinque candidature, statuetta consegnata da Clint Eastwood a suggellare una stagione del Western a cui era stato aggiunto l’apposizione “spaghetti” per la realizzazione italiana. E finalmente una statuetta per The Hateful Eight di Quentin Tarantino nel 2016. A scorrere le collaborazioni ci sono Brian De Palma, Roland Joffé, Micke Nichols, Barry Levinson ma come per i registi italiani l’elenco è lungo e si rischia di non citare nomi memorabili.

Quello che voglio maggiormente raccontare è il ricordo personale, intenso e purtroppo non diretto: mi è capitato di lavorare sulle edizioni in D.V.D. di tre pellicole con il sodalizio: Morricone/Tornatore. Il camorrista, La leggenda del pianista sull’Oceano e Maléna. L’opportunità di selezionare le musiche per il progetto multimediale, associare un frame a una musica, ascoltare nei tanti contributi da selezionare il dietro le quinte, la composizione, le scelte, l’amicizia. Ogni volta un racconto diverso, l’immaginare un risultato finale che sappia associare note musicali a una sequenza.

Ricordo che Morricone raccontava di come Franco Cristaldi gli avesse quasi imposto di realizzare la colonna sonora de Il camorrista per un regista che stava emergendo. Da lì nacque un sodalizio con Tornatore paragonabile a quello con Sergio Leone. Da Nuovo cinema Paradiso arrivato all’Oscar come Miglior film straniero, passando ai successivi e probabilmente interrotto solo dalla notizia di questa mattina. Il 28 agosto 2020 dovrebbe essere prevista l’uscita di un documentario che proprio Tornatore ha realizzato su Morricone e nel quale intervengono alcuni tra i più grandi che hanno lavorato con lui: un omaggio che purtroppo sarà anche un ricordo.

Grazie, Maestro.

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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