Bertha Antonietta Manson, in Rochester

Goccia… goccia, legno, porta, goccia rossa sulla lingua, rossa calda rossa… goccia”. Da Jane Eyre a Bertha Manson, le due donne antitetiche, le due inconsapevoli rivali. Lo specchio di una società che non accettava i malati mentali e la legittimazione del crimine. Il tutto racchiuso nelle pagine di DiarioXY. Continua

Madonna Portinari

Quasi ironico, di certo blasfemo per i dantisti, il DiarioXY di Bice di Folco Portinari, in arte Beatrice, ci regala il lato disperatamente, prepotentemente umano di Dante Alighieri. E Madonna Portinari vive, imbarazzata, imprigionata in un sonetto e nello Stilnovo, derubata della sua semplicità, nella penna come sempre raffinata di Chiara Menardo. Continua

Albert

Il segreto del matrimonio è il senso di colpa. Parole di un diario immaginario, quello di Albert, il rispettato contabile marito di Charlotte, la Lotte di Werther. Chiara Menardo ci fornisce – regala, è la parola giusta – anche il suo punto di vista pragmatico e arrivista. È una poesia diversa, che sa poco d’amore. Ma è poesia comunque, che sa di carne e ossa. Continua

Olio su tela

«Non ho un cuore, una profondità, muscoli o peli, io sono piatto: un olio su tela coperto di polvere e merda di uccelli. Pieno di crepe e ferite, con i bordi della giacca mangiati dai ratti». Nel mese del compleanno del grande e sempre attuale Oscar Wilde, Chiara Menardo scrive un diario del tutto inedito. Chi sarà l’autore? Continua

Lotte

«Werther è la follia ingenua del nulla è impossibile. È il volo profondo, il prato profumato di fiori di campo». E se fosse Charlotte – Lotte – a scrivere una lettera? Come comincerebbe? Quanta rabbia trattenuta c’è in quell’apposizione, “Cara”, prima di dichiarare il destinatario? Lotte, l’eroina romantica di Goethe, la vera protagonista ne “I dolori del giovane Werther”, rinasce nella penna di Chiara Menardo, non meno suggestiva, non meno commovente. E nel suo DiarioXY scrive: «Werther è il mio posto». Continua

Italia

Non ti muovere, ci chiede Margaret Mazzantini. E lo dice a lui, il medico disilluso, alla figlia adolescente in una sala operatoria, alla moglie che è stata giovane e bellissima. E a Italia. E ora non è più la Mazzantini a parlarci, ma quella tela cerata che puzza di varechina e che ama l’uomo impossibile. È lei che non si muove, scrive questa pagina di diario e aspetta. Continua

Lorenza Pellegrini

«Io sono l’Alfa e l’Omega, la puttana, la santa, la donna dispersa che vaga sperando di innamorarsi di qualcuno che, semplicemente, non faccia di lei qualcos’altro». Chiara Menardo si trasforma, indossa abiti provocanti, entra tra le pagine di un romanzo di Umberto Eco. Diventa Lorenza Pellegrini e scrive una pagina di diario. Continua

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