Il soufflé al limone di Sara

Perché la gola è anche un po’ rivelazioni

«Per un po’ Sara tenne gli occhi voltati in direzione del cameriere che si stava allontanando, quasi si fosse pentita di aver ordinato un soufflé e rimpiangesse di non aver preso qualcos’altro. Poi lasciò perdere e tornò a guardare Tsukuru.
[…]
Il cameriere portò il soufflé al limone e un caffè. Sara si dedicò al suo dessert. Aveva fatto la celta giusta, a quanto pareva. Tsukuru guardava ora lei, ora il vapore che si alzava dalla tazza.  – Adesso hai degli amici? – chiese Sara.
– No, nessuno che si possa veramente definire tale, temo. – Di veri amici lui ne aveva avuti soltanto quattro, quei quattro ragazzi di Nagoya. In seguito, per un breve periodo, Haida lo era quasi diventato. Nessun altro.
– E non ti senti solo, senza amici?
– Mah, non saprei… – disse Tsukuru. – Anche ne avessi, non credo che potrei parlare con loro proprio di tutto, aprire il mio cuore.
Sara rise. – Noi donne invece ne abbiamo bisogno. E poi, poter parlare di tutto, è solo una delle cose a cui servono gli amici.
– Naturalmente.
– Detto ciò, non vuoi assaggiare il mio soufflé? È buonissimo!
– No, mangialo pure tutto tu.
Sara finì scrupolosamente quel che restava del soufflé, posò la forchetta, si pulì la bocca col tovagliolo, poi si mise a riflettere. Alla fine alzò il viso e guardò Tsukuru negli occhi». (L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, pagg. 159-161)

Ingredienti:

  • 4 Uova
  • 170 ml Latte
  • ½ Limone
  • 80 g Zucchero
  • 25 g Farina
  • Burro
  • Zucchero al velo

Procedimento:

Fai scaldare leggermente il latte. Separa i tuorli dagli albumi. Monta i primi con 40 g di zucchero, e incorpora la farina e il latte tiepido. Fai cuocere per un paio di minuti su fuoco dolce. Una volta raddensata, togli dal fuoco e spremi il limone, che vai subito a incorporare alla crema.

Monta anche gli albumi con gli altri 40 g di zucchero. Vai quindi ad aggiungerli alla crema.

Prepara due o tre stampini da soufflé, imburra l’interno e passa un po’ di zucchero, togliendo quello in eccesso. Riempi di crema fino a due terzi.

Cuoci in forno già caldo a 180°C per circa 15 minuti. Una volta sfornati, cospargi con zucchero al velo.


Il libro:

  • Titolo: L’incolore Takazi Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
  • Autore, editore, collana, traduttore, anno per Italia: Murakami Haruki, Giulio Einaudi Editore, ISupercoralli, Antonietta Pastore, 2014
  • Sinossi: A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent’anni vivono la piú perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve piú cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai piú: non ci saranno mai piú ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai piú pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai piú Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare. Il dolore è cosí lacerante che nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. Dopo sei mesi trascorsi praticamente senza mangiare né uscire di casa, nelle tenebre di un’infelicità senza desideri, Tzukuru torna faticosamente alla vita ma scopre di essere cambiato. Non solo nel fisico – piú magro, dai lineamenti piú duri e taglienti – ma anche, soprattutto, nell’animo. Ancora oggi, quando ormai ha trentasei anni, continua a vivere con l’ombra di quel rifiuto che lo accompagna sempre, come una musica che resta sospesa nell’aria anche quando non c’è piú nessuno a suonarla. L’incontro con Sara, che intuisce l’inquietudine nascosta dietro l’apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l’occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l’hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Se con 1Q84 Murakami Haruki aveva allestito un intero universo, con L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio l’universo che costruisce è quello infinitamente piccolo, ma non per questo meno grandioso, del cuore di un uomo. Con L’incolore Tazaki Tsukuru, accolto in Giappone come un evento non solo letterario, Murakami regala al lettore quello che forse è il suo romanzo piú complesso, profondo, eppure allo stesso tempo delicato, capace di illuminare i momenti piú bui della vita di ognuno. Non sono verità facili o consolanti, quelle che propone Murakami: ma forse proprio per questo sono ancora piú preziose.
Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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